Pagina:Barzini - La metà del mondo vista da un'automobile, Milano, Hoepli, 1908.djvu/587

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appendice 521

Fu questa anzi la sola modificazione di qualche importanza che il tempo ristretto intercedente tra l’ordinazione e la data della spedizione della vettura permise di apportare.

Si comportò anche questo egregiamente. Solo si constatò una naturale traccia di usura in tutti i sopporti cui erano attaccate le molle.

Queste ebbero varie «foglie» rotte durante il viaggio, e a Mosca a una posteriore si dovette cambiare la «foglia maestra».

Il radiatore era del solito tipo a nido d’api; il poco tempo disponibile non permise di costrurne uno rinforzato. Avevano quindi i costruttori grandi preoccupazioni per questo radiatore, che invece non presentò mai alcun inconveniente.

Temendosi che nei climi caldi non bastasse la ventilazione, del volante ventilatore, come unico rimedio, consentito dalla scarsezza del tempo, si era aggiunto un ventilatore supplementare, ma questo poi fu soppresso in principio del viaggio, prima ancora di arrivare al deserto di Gobi, essendosi dimostrato affatto inutile.

Ecco qualche dettaglio per ciò che concerne la carrozzeria e gli accessori.

La carrozzeria era formata da due posti anteriori e uno posteriore collocato in mezzo ai serbatoi della benzina della capacità di 150 litri caduno.

Completava l’equipaggiamento un grande cassone per gli utensili e pezzi di ricambio collocato dietro ai due serbatoi della benzina.

Per dichiarazione del Principe Borghese stesso i pezzi di ricambio non servirono a nulla; la vettura non ne ebbe bisogno, e se ne avesse avuto bisogno non ne avrebbe potuto usufruire, perchè questi per alleggerire la vettura erano stati abbandonati fin dal principio del raid.

Oltre ai due grandi serbatoi della benzina dietro al posto posteriore era ancora collocato un serbatoio d’olio della capacità di 50 litri ed uno di acqua della stessa capacità.

La benzina dei due serbatoi laterali con una tubolatura speciale era condotta ad una vasca posteriore dietro al telaio della capacità di 83 litri.

Detta vasca era completamente blindata con una lastra di acciaio, e da questa la benzina veniva mandata al carburatore mediante apposita derivazione del gas di scappamento.