Pagina:Barzini - Una porta d'Italia col Tedesco per portiere, Caddeo, Milano, 1922.djvu/132

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prerogativa, che automaticamente dà diritto alla precedenza sul borghese; ma è d’uopo che ivi i nostri soldati e i nostri ufficiali non siano, per dirla non un termine militare, «scalcinati»; è d’uopo che siano in ogni occasione osservanti delle buone regole della gerarchia e che non vadano in giro con l’uniforme in disordine, la barba non rasa di fresco e l’aria di pitocchi, che troppe volte hanno fatto esprimere sul nostro eroico fante e su chi lo comanda giudizi tanto sfavorevoli. Anche le apparenze in territorio meno avvezzo ai nostri costumi democratici hanno un gran valore; e se fosse possibile, per aggiungere lustro a noi e dare una soddisfazione a loro, collocare in Bolzano o Merano una piccola corte (a Merano certamente meglio che a Bolzano) con uno dei Principi di sangue reale già onorevolmente segnalatisi nella guerra, sarebbe, secondo qualcuno, un ottimo provvedimento. Le recenti visite dei Sovrani, a cui seguirono dopo poche settimane quelle della Regina Madre e d’altre Principesse, hanno dimostrato quanto giovino questi contatti della casa di Savoia, per vero molto apprezzata lassù, coi nuovi cittadini d’Italia, ingenuamente ma simpaticamente innamorati di tutto ciò che abbia aspetto di coreografia, di solennità e di maestà.

Questa è, ripetiamo, mansione esclusiva del Governo, il quale anche coi suoi funzionari civili deve combattere contro le prevenzioni degl’indigeni, non per snaturarne i costumi, ma per vincerne