Pagina:Barzini - Una porta d'Italia col Tedesco per portiere, Caddeo, Milano, 1922.djvu/141

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Questo della religione è un altro punto da meditare. I Tirolesi sono cattolici e cattolici ferventi in tutti i gradi della scala sociale, come dimostra anche il gran numero dei loro conventi ed educandati confessionali. Oltre poi al rito interno nelle chiese, essi amano le processioni, a cui intervengono tutte le scuole, maestri e scolari, con la massima compunzione, prendendo parte alle preghiere e genuflessioni secondo le norme dettate dal parroco; ciò non solo nei villaggi, ma proprio anche nelle borgate e città. Guai dunque a prendersi giuoco di tali usanze così radicate nella popolazione alto atesina, dando credito alla fama del nostro ateismo e del nostro massonismo, che lassù si reputano ancora la diabolica causa della prigionia per il sommo Pontefice! Eppure bisognerà bene un giorno o l’altro assumere posizione di combattimento contro quei preti, frati e monache, tutti tedeschi come una gran maggioranza dei maestri, e tutti ferocemente italofobi! È difficile per noi dare, in questa materia, suggerimenti al Governo, in specie perchè pensiamo che la religiosità degli Alto Atesini, oltre che l’esercizio d’un sacro diritto spirituale, è anche un mirabile strumento di benessere morale per essi; ma è giusto che la scuola sia sottratta all’ingerenza politica del sacerdote, se egli si serve del suo prestigio e della sua autorità contro di noi. Così pure, rendendo obbligatorio lo studio dell’italiano accanto al tedesco nelle scuole alto atesine (come nel no-