Pagina:Barzini - Una porta d'Italia col Tedesco per portiere, Caddeo, Milano, 1922.djvu/84

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atterrire le ignare masse tedesche siamo presentati come degli assassini. O per lo meno, secondo le parole dell'on. Nicolussi, come un popolo di «lazzaroni».

La tagliola del ricatto è tesa sotto ogni nostra iniziativa. Alla vigilia delle elezioni un comitato elettorale italiano si vide rifiutare la stampa dei suoi manifesti da un buon tipografo tedesco che all’ultimo momento ebbe paura delle vendette legali pangermaniste. Agli ospiti tedeschi di un albergo divenuto proprietà italiana arrivano biglietti perentori che li invitano a cambiare alloggio, e l’albergo si vuota, Gli ex-proprietari tedeschi di un altro grande albergo comperato da un italiano riescono ad avere dal tribunale tedesco una sentenza di sospensione di contratto e rientrano in possesso dell’hôtel. La Cassazione annulla la sentenza, il tribunale tedesco ne fa un’altra, per un altro motivo, riconfermando gli effetti della prima. Ed aspettando un nuovo annullamento, l’italiano proprietario è messo alla porta. Si difende così l’Idea e la Saccoccia. Un italiano compra una segheria e dei boschi, il sindaco tedesco del paese, che ha pure una segheria, gl’impedisce l’uso dell’energia elettrica. L’italiano vuole sostituirla col vapore, il sindaco si oppone col pretesto che il vapore è pericoloso per l’abitato. Una ditta italiana adopera dei camions automobili, l’autorità locale, che ha il diritto di regolare il traffico stradale, proibisce l’uso dei camions affermando che il loro peso minaccia