Pagina:Battisti - Il Trentino, cenni geografici, storici, economici, 1915.djvu/18

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dell’ultimo decennio il paese non è per anco arrivato a mantenere tutto l’aumento naturale della popolazione. Il fenomeno migratorio persiste quindi, in proporzioni ancora altissime (circa il 6 % della popolazione), per quanto possa ritenersi ridotto della metà in confronto di quanto era quindici o venti anni addietro. L’emigrazione è ora in prevalenza continentale, verso regioni tedesche; di emigrazione permanente non vi è più traccia. Anche quelli che si dirigono nelle Amèriche tornano dopo pochi anni. I distretti dove l’emigrazione fu maggiore in passato, e lo è tutt’ora, sono quelli alpestri.

Una statistica del 1911 ci offre i seguenti dati:

Emigrazione
transoceanica
Emigrazione
continentale
Capitanato di Borgo 289 3292
» di Cavalese 268 3748
» di Cles 895 3170
» di Mezolombardo 107 344
» di Primiero 59 1050
» di Riva. 229 522
» di Rovereto 182 2255
» di Tione 733 2640
» di Trento 391 2271
Trentino 3153 19292

Reddito medio annuo dell’emigrazione: Corone 7 000 000.


IMMIGRAZIONE. Nel Trentino immigrano annualmente, dalla primavera all’autunno, circa 2000 operaie bellunesi, che si dedicano alla lavorazione della terra. Vengono dal Regno inoltre quasi tutti gli operai (circa 1000) addetti alle fabbriche di cemento, calce e laterizi. Certe professioni (barbieri, sarti e in minor numero fabbri) sono esercitate quasi esclusivamente da regnicoli.

NAZIONALITÀ1. La popolazione del Trentino è nella sua quasi totalità italiana. Su 377 039 cittadini di diritto (cioè cittadini austriaci), 360 938 figurano nelle statistiche governative del 1910 come italiani, 13 477 tedeschi, 2624 d’altra lingua. Vi sono, vicino ai cittadini di diritto, gli stranieri, in numero di 9398, e questi sono quasi tutti regnicoli.

I cittadini non italiani, nè tedeschi, sono quasi esclusivamente soldati, appartenenti alle varie nazionalità slave; i 13 477 tedeschi

  1. Cnfr.: Tav. III - Distribuzione etnico-linguistica della popolazione. Questa tavola deriva dalla notissima Carta « La Regione Veneta e le Alpi Nostre » (3ª edizione) pubblicata dall’Istituto Geografico De Agostini.