Pagina:Bellamy - L'avvenire, 1891.djvu/105

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search

103

tavia congedato a termine decorso. Il tempo intermedio, prima di essere candidato alla carica di presidenza, deve dargli opportunità di acquistare cognizioni profonde sulla gran massa della nazione a cui egli appartiene, più che all’armata industriale; inoltre deve impiegare questo tempo per l’università dell’armata contrapposta ai gruppi speciali di corporazioni, delle quali egli è stato rappresentante. Fra gli antichi capi di divisione che erano eleggibili, viene eletto il presidente, coi voti di tutti gli uomini della nazione, non appartenenti all’armata».

«L’armata non può eleggerlo?»

«Assolutamente no. Quando il presidente viene eletto ha generalmente 50 anni e serve 5 anni, facendo un’eccezione onorevole alla regola di ritirarsi ai 45. Alla fine del suo servizio, vien riunito un congresso e, sentiti i pareri, il presidente viene lodato o biasimato; nel primo caso è rieletto per altri cinque anni dal consiglio internazionale; il congresso giudica anche, sulle relazioni dei capi di divisione dimessi e una disapprovazione di essi rende il candidato inabile all’elezione a presidente. Di rado avviene che la nazione nutra, verso i suoi ufficiali superiori, altri sentimenti, fuorchè quelli della riconoscenza; quanto a ciò che riguarda le loro capacità, essi sono giunti alla loro carica per molte diverse prove, e la dimostrazione delle loro facoltà, specialmente per ciò che concerne la coscienza, secondo il nostro sistema sociale, non ha altro scopo che di procacciarsi la stima dei propri concittadini.

In una società, dove non ci sono poveri, che possano essere corrotti, nè ricchi disposti a corrompere, la corruzione non è più possibile, e, le condizioni delle promozioni, sono scevre di intrighi e di trame, per arrivare ad occupare un posto».

«C’è un punto ch’io non comprendo bene,» dissi. «I membri delle arti liberali sono eleggibili alla carica di presidente; ora come li ordinate in rapporto agli industriali?»

«Non vengono messi nello stesso rango,» rispose il dottor Leete. «I membri di uffici tecnici, come ingegneri ed architetti, appartengono alle corporazioni per costruzioni; ma i medici, i maestri, gli artisti e gli scrittori, licenziati dal servizio industriale,