Pagina:Bellamy - L'avvenire, 1891.djvu/113

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un punto, potete credere che esso sarà, quanto più umanamente è possibile avere, vero.»

«Avete dunque rinunciato al sistema dei giurati?»

«Esso poteva servire di correttivo al tempo degli avvocati prezzolati, e dei giudizi talvolta dipendenti, ma ora è inutile. I nostri giudici non possono essere guidati che dall’equità».

«Come vengono scelti quegli impiegati?»

«Essi fanno un’onorevole eccezione alla regola che, a 45 anni ogni uomo è libero dal servizio. Il presidente elegge ogni anno i giudici necessari, scegliendoli nel numero di coloro che han raggiunto quell’età. Il numero degli eletti è naturalmente minimo, ma l’onore è talmente grande che vale come compenso per l’accrescimento del tempo di servizio, e, benchè si possa ricusare la nomina di giudice, ciò non accade quasi mai; il tempo di servizio è di cinque anni, prima dei quali il giudice non può venir rieletto; i membri dell’alta camera di giustizia, che sono i guardiani della costituzione, sono scelti fra i giudici minori. Quando rimane vacante un posto in questa camera di giustizia, i giudici minori, il cui termine è vicino, scelgono fra i compagni che rimangono in servizio, quello che a loro pare più adatto».

«Non essendovi professioni che valgono come scuola per i giudici,» dissi, «essi devono passare direttamente dalla scuola di legge al banco giudiziario».

«Noi non abbiamo scuola di diritto,» aggiunse il dottore. «Il diritto come scienza speciale non è più in uso. Era desso un sistema di casuistica, necessaria al vecchio ed artistico ordine della società; oggidì adoperiamo soltanto alcuni dei più chiari e più semplici principi legali. Tutto quanto concerne i rapporti reciproci degli uomini, è di molto semplificato; oggi non abbiam più bisogno degli scienziati che, ai tempi vostri, sedevano in tribunale. Non dovete però credere che noi non apprezziamo quegli uomini, ben al contrario; abbiamo una profonda stima per tutti quei dotti che, soli, giungevano a comprendere l’infinita complicazione del diritto di proprietà, delle relazioni commerciali e delle dipendenze personali. Le disserta-