Pagina:Bellamy - L'avvenire, 1891.djvu/40

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«Ognuno per sè, secondo le disposizioni naturali. La scelta è libera per ogni uomo. La soddisfazione dell’operaio durante il suo tempo di servigio dipende appunto da ciò che l’occupazione è di suo gusto. Dalla prima infanzia i genitori ed i maestri osservano quali siano le inclinazioni speciali dei bambini e si conducono i giovinetti nelle officine per ispirare loro l’amore al lavoro».

«Non è però possibile.» diss’io «che il numero di quelli che hanno scelta liberamente una industria, corrisponda giustamente col numero degli operai che possono occorrere».

«Il numero dei volontari», riprese il Dott. Leete, «corrisponde sempre al bisogno. A questo pensa poi l’Amministrazione. Quando le domande per un tale mestiere sono in numero elevato, è una prova esser quello il preferito: e il contrario invece ne dimostra la difficoltà. Il compito dell’Amministrazione è dunque di bilanciare i vantaggi di un mestiere con gl’inconvenienti di un altro e fare in modo che tutte le industrie abbiano la loro parte di attrattiva. Le ore del lavoro sono proporzionate a seconda della difficoltà dei mestieri. Per esempio gli operai minatori hanno il minor tempo di lavoro. Si procura che il lavoro dell’uno non sia più pesante di quello dell’altro, e gli operai stessi sono chiamati a giudicare. Salute e sicurezza sono le condizioni generali per ogni industria».

«Quando per una stessa industria, vi sono richieste maggiori al bisogno, come si risolve la questione?» domandai.

«Quelli che possono dare migliori referenze, hanno la preferenza. Tutti quelli però che insistono nel loro desiderio, non vengono mai respinti. Nel caso di deficienza nell’uno o nell’altro ramo d’industria, l’amministrazione chiama i volontari speciali pronti a prestarsi in qualunque circostanza. Qualche volta anche si cerca, nella classe dei meno abili, quelli che possono prestare miglior servizio. A questa classe appartengono le nuove reclute durante i tre primi anni di servizio. Dopo questo periodo, in cui il giovane può venir comandato dagli anziani, egli manifesta liberamente la sua vocazione. Nessuno può esimersi da questi tre anni di severa disciplina».