Pagina:Bellamy - L'avvenire, 1891.djvu/84

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che l’acqua goccioli sul vicino; mio padre asserisce che l’artista ha voluto lanciare una satira alla sua epoca».

Entrammo in un vasto edifizio che rigurgitava di gente. In causa della tettoia, non potei vederne la facciata; ma se essa corrispondeva all’interno, che era più bello di quello del magazzino, doveva essere grandiosa e la mia compagna mi disse che il gruppo scolpito sull’ingresso era ammiratissimo. Salita una scalinata, attraversammo un largo corridoio ai lati del quale erano molte porte ed entrammo in una di esse su cui stava scritto il nome del mio ospite. Ci trovammo allora in un’elegante sala da pranzo con una tavola apparecchiata per quattro persone. Le finestre davano su di un cortile in mezzo al quale si ergeva una fontana, ed una musica soave risuonava.

«Sembra di essere a casa», dissi, dopo che ci fummo seduti a tavola e che il dottor Leete ebbe toccato il campanello elettrico.

«Questa è appunto una parte della nostra casa, un po’ divisa però dal resto», aggiunse egli. «Ogni famiglia nel circondario può avere in questa trattoria, una camera a lei riservata, purchè paghi un piccolo affitto annuo. Per gli ospiti di passaggio e per le persone sole vi sono sale in un altro piano. Quando vogliamo mangiar qui, avvisiamo la sera antecedente; il pasto può essere semplice o grandioso a seconda del nostro desiderio; però tutto costa assai meno ed è migliore che se dovessimo ammannirlo a casa. Non v’è cosa alla quale il popolo s’interessi maggiormente, quanto al provvedimento delle vettovaglie ed alla cucina, e confesso che ci prevaliamo alquanto del successo ottenuto in questo ramo del servizio. Caro signor West, non posso figurarmi nulla di più umiliante dei cattivi pasti che, i ricchi eccettuati, si dovevano fare ai vostri tempi».

«Niuno può pensare a confutarvi» dissi. Allora comparve il cameriere, un bel giovane che vestiva una specie d’uniforme; lo guardai ben bene, che era la prima volta che mi era dato di osservare un membro dell’esercito industriale; quel giovanotto doveva essere ben educato, e, sotto vari rapporti, uguale a quelli che serviva. Il dott. Leete parlava col giovanotto con fare da gentiluomo, senza alterezza, ma senza nemmeno cadere in un