Pagina:Bellamy - L'avvenire, 1891.djvu/90

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ottenere un servizio maggiore e più importante. Vi sono naturalmente vari istituti letterari, scientifici ed artistici di cui, coloro che sanno acquistarsi la gloria, son nominati membri, ciò che ha un alto valore. Il maggiore onore, distinzione che è assai più pregiata che non la dignità presidenziale, per cui altro, non si richiede che una sana ragione, è quello che ricevono gli scrittori, gli artisti, gl’ingegneri, i medici e gl’inventori, quando la nazione conferisce loro il nastro rosso. Poco più che cento persone possono portarlo contemporaneamente; ma, ogni giovane intelligente ne sogna ogni notte il possesso. Io pure lo feci».

«Come se la mamma ed io ti dovessimo considerare di più se tu l’avessi,» esclamò Editta; «certo però che è una bella cosa il possederlo».

«Tu non potevi scegliere, cara bambina, e dovesti prendere tuo padre come lo trovasti,» aggiunse il dottor Leete; «ma tua madre non mi avrebbe mai accettato se non le avessi promesso di fare ogni sforzo per ottenerlo».

La signora Leete rispose con un sorriso.

«E coi giornali, come si fa?» domandai dopo avere un po’ pensato. «Non posso negare che il vostro sistema di pubblicare i libri ha molti vantaggi, che il nostro non aveva, tanto riguardo alla sua tendenza, quanto per incoraggiare la vera vocazione letteraria, e per spaventare gli scrittorelli senza merito; ma non vedo come possiate applicarlo ai giornali. Va benissimo che si faccian pagare ad un uomo le spese per la pubblicazione di un libro, perchè qui si tratta di un’edizione; ma nessuno potrebbe sopportare questa spesa se essa si ripetesse giornalmente. Perciò occorrevano le borsa dei nostri capitalisti e persino quelle si vuotavano talvolta prima che si verificasse un guadagno. Se avete ora giornali, mi figuro che saranno pubblicati a spese dello stato, da redattori governativi e con tendenze pure governative. Se il vostro sistema è talmente perfetto che non vi sia mai nulla da biasimare in esso, una simile istituzione può bastare, ma se ciò non è, mi pare che debba essere assai deplorevole la mancanza di un’organo indipendente che esprima l’opinione pubblica. Confessatelo, dottore, che una stampa libera