Pagina:Bellamy - L'avvenire, 1891.djvu/97

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l’ospitalità temporanea di un uomo al quale io devo tanta riconoscenza, poichè senza di lui aspetterei ancora adesso, sepolto vivo, la fine del mondo. Se devo diventare un cittadino di questo paese, bisogna ch’io abbia un’occupazione; a’ miei tempi un uomo, nella folla umana non organizzata, sarebbe passato inosservato ed avrebbe potuto procurarsi un posto, a suo piacimento, in qualche luogo; ma oggi ogni uomo è una parte di un sistema ed ha un posto determinato, ed un’attività speciale mentre io sto all’infuori del sistema e non vedo come potrei entrarvi, non essendovi nessun mezzo per ciò, a meno d’esservi noto o figurare come un emigrante d’un altro sistema».

Il dottor Leete rise di cuore e disse: «Confesso che il nostro sistema è imperfetto, poichè non ha previsto un caso simile al vostro; ma nessuno aspettava un accrescimento nel mondo, se non per via naturale; del resto non dovete impensierirvene e, col tempo, vi procureremo un’occupazione. Quantunque non siate in relazione che coi membri della mia famiglia, non credete ch’io abbia tenuto segreta la vostra presenza fra noi, tutt’altro; il vostro caso, prima del risveglio, e più ancora dopo, ha eccitato nella nazione il più profondo interesse, e fu per riguardo al vostro stato nervoso e per il vostro bene, che si pensò lasciarvi esclusivamente alle mie cure, riservandomi con la mia famiglia di darvi un’idea generale del mondo prima di conoscerne gli abitanti. Non si è mai avuto dubbio sull’attività che potreste porre in opera nella società; a pochi è dato di prestare alla nazione il servizio che sarete in grado di offrire voi, quando abbandonerete il mio tetto, cosa alla quale per ora non oso nemmeno di pensare».

«Che cosa posso dunque fare?» domandai. «Credete forse ch’io m’intenda d’affari, ch’io sia un’artista o ch’io possieda una speciale abilità? Vi assicuro, nulla di tutto ciò; nella mia vita non ho mai guadagnato un dollaro, nè mai lavorato un’ora; sono forte e posso diventare un operaio comune, ma niente di più».

«Se fosse questo il miglior servizio che poteste prestare alla nazione, trovereste che tale occupazione è onorevole quanto un’al-