Pagina:Beltrami - La facciata del nostro duomo, 1883.pdf/17

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bracci; fra il pilone d'angolo e il successivo si ripeterà, arricchendone la decorazione, l'arco di spinta, quale si vede in corrispondenza d’ogni campata, per modo che nella facciata risulti evidente anche questo elemento organico e caratteristico allo stile generale, come vi appare nelle testate dei bracci, tuttochè nascosto, o velato, dai trafori della cimasa in pendenza. A chi obbiettasse che, posti così sulla fronte, quegli archi di spinta non adempiono alla funzione di contrastare una spinta d‘archi o vôlte, perchè impostati a parti piene della facciata, si farà rilevare l‘altro ufficio loro riservato, di canali conduttori delle acque piovane che si raccolgono sui pendii superiori. Così in queste due parti della facciata si potrà risvoltare integralmente e in tutto il suo carattere, la decorazione del fianco, e la loro importanza secondaria rispetto al nucleo della facciata, si potrà meglio accentuare col limitare alla parte mediana la gradinata che mette alle porte.

Venendo ora alla parte principale della facciata, corrispondente alle tre navate mediane, vi troviamo come motivo capitale quello delle tre porte (c).

Questo motivo decorativo non è di facile soluzione; anzi si direbbe che fin dai primi tempi della costruzione abbia dato a pensare agli architetti, vedendo dalle memorie come la decorazione esterna delle porte che si aprivano, un tempo, ai braccicroce, sia rimasta fin dal XV secolo ineseguita; vedendo d‘altra parte nella Raccolta Bianconi un vecchio disegno della testata di un braccio di croce, studiato in ogni piccola parte e mancante appunto della decorazione della porta, mentre un altro disegno ci presenta lo studio di questa decorazione, non improntato però all'intimo carattere del Duomo, perchè si perde nelle minute sagomature di un periodo già avanzato a decadenza del gotico prettamente nordico (d).

Avvertita la difficoltà del problema e notando come, col motivo decorativo delle porte, rimane inevitabilmente interrotta la linea del robusto basamento che compie il giro di tutto l’edificio, si fa sentire anzitutto il bisogno, o per lo meno la opportunità di trovare altre linee, pure orizzontali, le quali costituiscano un motivo di base a questa parte della facciata; conservate lungo i contrafforti le ricorrenze del basamento generale, arricchendole anzi, converrà quindi ricercare altre ricorrenze orizzontali al di sopra delle porte, le quali servano a collegare questo intimamente fra loro.