Pagina:Benedetto Giovanelli - Trento città d'Italia per origine, per lingua, e per costumi, 1850.djvu/27

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quanto dato a Provincia, sia tal nome, non comparso, che nella metà del decimoterzo secolo, ed affibbiato posteriormente da taluno anche a questa parte d’Italia forse sull’inconcludente motivo, ch’il Conte del Tirolo (da un vecchio Castel Romano così nominato) secondo lo stile di que’ tempi venne da qualche Vescovo, già ammaestrato dalle requenti invasioni de’ Mainardi, forzatamente riconosciuto qual Avvocato della Chiesa di Trento, e dato alla medesima, sotto titolo principalmente di comune difesa, sede, e voto nelle Diete provinciali di quel Contado. E quindi ben a ragione scrisse l’immortale Muratori al dotto Roveretano Abate Girolamo Tartarotti, che non pensava mai, che anche Trento fosse compreso nel Tirolo, e resterà sempre un oscuro Enimma, che in vano cercherà il suo Edippo, su qual ragionevol fondamento avanti il secolo decimonono qualch’uno tra gli uomini per scienza rispettabili strascinato forse dal solo volgar pregiudizio nelle sue opere nominasse Trento Città Tirolese.

Fu la pace di Luneville, che per pochi mesi bensì conferì il dominio assoluto del Trentino all’Imperatore d’Austria, che poi lo volle aggregato alla Contea del Tirolo, fu quella di Presburgo, che lo fece cedere alla Corona di Baviera; ma la suggezione d’un popolo ad un eventuale dominio non dee confondersi colla natural ed originaria