Pagina:Bertacchi - Meteore Luminose, 1883.djvu/48

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Da questi numeri è facile ricavare la larghezza apparente dell’arco interno facendo la differenza tra i valori del l’angolo di deviazione dei raggi rossi e violetti, e ottenendo per

per tal modo .......................................................................
e quella dell'arco esterno in ...............................................
e della distanza apparente dei due ....................................

Si è finora considerato il sole ridotto a un punto, mentre si può calcolarne a il diametro apparente. Ne viene che , se noi consideriamo gli archi ora determinati come prodotti dai raggi provenienti dal centro del disco solare, i raggi degli altri punti del disco stesso formeranno altrettanti archi parziali, l’asse di ciascuno dei quali sarà una retta condotta dall’osservatore al punto del disco donde si saranno sprigionati; di modo che vi saranno, al disopra o al disotto degli archi precedenti, degli archi di di larghezza. Per tal modo la larghezza di questi archi sarà aumentata di , ciò che porterà la larghezza dell’arco interiore a , quella dell’arco esteriore a , riducendo la distanza fra l’uno e l’altro a .

Si comprende benissimo oramai, dopo quanto si è detto, che, innalzandosi il sole, l’asse della visione (asse del cono dei raggi efficaci) si abbassa, e va diminuendo l’arco interiore fino alla completa sparizione di ogni sua parte visibile. Perchè ciò accada è necessario che il sole raggiunga sull’orizzonte, come si comprende facilmente, l’altezza di . L’arco esterno non cessa d’essere visibile che quando il sole arriva a .


§ 2.


Tanto l’arcobaleno ad una sola come quello a due riflessioni non sono altro che casi particolari del fenomeno che si considera. Si può tuttavia riassumere quanto s’è detto in