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terrate le fortificazioni; non venne dato assalto: ma tutto attribuir si deve alla mancanza d’alimento. L’esercito nemico cominciò nell’anno 1162 a postarsi al dintorno della città: una poderosa armata copriva frattanto dietro una moltitudine di guastatori, i quali tagliavano i grani in erba, le viti, le piante, e devastavano per la distanza di molte miglia. Finalmente l’esercito si avanzò, portandosi verso Lodi, lasciando il miserando spettacolo di una città devastata e de’ cittadini gettati in una miseranda carestia. Lo storico Sire Raul ci descrive le orribili crudeltà praticate dal tiranno in questo secondo blocco: ai prigionieri che andava facendo in alcune scorrerie de Milanesi, Federigo faceva loro tagliare le mani: scelse sei nobili Milanesi, a cinque de’ quali ei fece cavare gli occhi, lasciando al sesto un solo occhio, acciocchè servisse di guida a ricondurre iu città i suoi orbi compagni.
L’intollerabile peso de’ mali della carestia e l’atroce continuata vendetta di Federigo, mosse la città a spedire i suoi consoli all’imperatore, proponendo le condizioni della resa. Ma l’inesorabile tiranno non volle ammetterne alcuna, obbligandoli ad arrendersi senz’alcun patto, abbandonandosi alla sua clemenza.