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La sommissione de’ Milanesi si pappresentò al principio di marzo del 1162, nella nuova città di Lodi: ivi si presentarono sommessi ai piedi del sovrano gli otto consoli della città: furongli consegnati quattrocento ostaggi trascelti tra i primati; le armi, le insegne militari furono deposte a’ suoi piedi: gli venne giurata illimitata obbedienza.
Il giorno 26 marzo 1162 Federigo venne a Milano, e per prova della sua clemenza comandò che i cittadini tutti uscissero dalla città, distribuiti in quattro sobborghi: che la città fosse saccheggiata e distrutta: fossata complanamus, muros subvertimus, turres omnes destruimus, et totam civitatem in ruinam et desolationem ponimus, sono le parole stesse dell’imperatore in una sua lettera al conte Soissons. In somma Federigo voleva che non vi fosse più Milano. Non è però vero che si fosse sparso sale sulle rovine della città, nė fatto lavorare l’aratro. É Muibomio juniore nella vita di Witichindo, Rer. Germanic., Lib. I, p. 65, che disse essere stata rovesciata la città coll’aratro e seminata a sale, propter rebellionem perjura, solo aequata aratrique in agri speciem proscissa, non frugis, sed ad ludibrium salis semen accepit. Il giudizioso conte Giulini dissipa queste favole, troppo