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incautamente ripetute da chi descrisse questa sciagura.
Vuole però la verità, che si dica del rispetto portato alle chiese di Milano dai nemici, che intatte ed illese lasciaronle, eccetto la Metropolitana, la quale, contro l’intenzione dello imperatore, rimase molto danneggiata; basta il dare un’occhiata a molte delle nostre antiche basiliche, le quali fanno da sè in questa parte l’apologia agli incolpati distruttori della nostra patria, dimostrando esse un’antichità molto superiore ai tempi del Barbarossa: osservinsi, fra le altre, la chiesa di S. Sepolcro co’ suoi campanili, quella di S. Celso, o di S. Simpliciano, di S. Satiro colla sua torre, le torri della basilica di S. Lorenzo coll’antico suo colonnato, che le sta davanti, e fra tutte poi l’antichissima basilica di S. Ambrogio, coll’atrio e le due torri.
La storia di tutti i tempi prova che i tiranni e gli usurpatori non sono scellerati in tutto.
Ma ritornando là dove per poco ci siamo dipartiti, dir però bisogna, che Barbarossa era uomo e fiero e maligno. Una popolazione volontariamente determinata adabbandonarsi alla clemenza del vincitore, dopo di avere dati ostaggi e deposte le armi, condannata barbaramente poi a penuriare di tutto, a