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Pagina:Bertolotti - Il ritorno dalla Russia, 1857.djvu/104

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soffrire una morte lenta e miseranda, amareggiata incessantemente dalla baccante vendetta de’ nemici, che sotto i loro occhi distruggevano una città smantellata, non fanno un nome glorioso alla magnaniinità di un vincitore. Debellare gli arditi e perdonare ai vinti furono le virtù dei Romani; e Barbarossa credette gloriosa impresa, non solo di sottomettere Milano, ma di distruggerla; in varj diplomi di questo sovrano si legge in fatti, post destructionem Mediolani; e ne fece solenne pompa di questo suo comando; e come per trionfo ordinò solenni feste a Pavia, ove con grandioso apparato sedette incoronato a lautissimo banchetto colla imperatrice, anch’essa di real diadema coronata; e questa festeggiante real coppia era circondata da molti vescovi colla mitra in capo, ornamento che d’allora in poi si rese universale ai vescovi.

Come fossero trattati i Milanesi confinati nei quattro sobborghi, a quanti vilipendj, a quante umilianti miserie andassero esposti, è più facile ad immaginarsi, che non a descrivere. Il terrore di un tale barbaro trattamento costrinse Piacenza, Brescia e Bologna a sottomettersi a Federigo.

Alessandro III godeva il favore della Francia e dell’Inghilterra: presso di lui erasi ri-