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Pagina:Bertolotti - Il ritorno dalla Russia, 1857.djvu/107

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Romana con queste parole: anno dominicæ Incarnationis MCLXVII die Jovis V Kalendis Maji Mediolanenses intraverunt civitatem; Andrea Dandoli, chronic. lib. 9, cap. 15: iscrizione che tuttora si conserva unitamente ai rozzi e preziosi bassi-rilievi, che indicano questo ritorno; la cui spiegazione in Gulini. Queste scolture ci mostrano, che l’antesignano di questa impresa fu appunto un frate, che precede i militi, e porta il vessillo, dove vi è scolpito Frater Jacobo; lo che avvalora sempreppiù l’opinione, che dei frati siasi servito il papa Alessandro per questa impresa, condotta così felicemente a fine, che venti giorni appena frascorsero dal congresso all’esecuzione. Assaliti i Milanesi nel cuor dell’Italia, essi provarono in varie circostanze tali disastri, che cagionarono la disfatta d’una parte degli antichi loro alleati. Inconcussa fermezza nel traversarle, prudenza negli avvenimenti felici, disegni ben concepiti e condotti, trionfar li fecero di un nemico altrettanto forte che implacabile. L’inaspettata nuova del risorgimento di Milano fece sì che l’imperatore abbandonasse Roma e si rivolgesse alla Lombardia. I Milanesi si portarono ad assediare il castello di Trezzo, presidiato dagl’imperiali. Il castello di Trezzo è celebre negli annali dell’Italia. Federigo I se ne