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Terra Santa, alla quale non ebbe luogo di cimentarsi, poichè bagnandosi in un fiume della Cilicia, chiamato Salef, vi rimase sommerso l’anno 1490 il giorno 10 giugno.
Federigo era un uomo di mezzana statura, e bene proporzionato, se non che rialzavasi alcun poco nelle spalle: due occhi vivaci scintillavangli nella fronte, e un naso ben profilato accresceva decoro e bellezza alla sua faccia di bianco e vermiglio colore tintagli dalla natura: era di labbra sottili, e di pelo accostantesi al rosso; corta portava la barba, e corti i cappelli, cosicchè appena coprivangli le orecchie, come comparisce da’ suoi sigillli. Riguardo alle doti dell’animo, di molte e belle e singolari egli era fornito, a cui facevano contrasto molti difetti. Come sovrano rispettava la giustizia; era magnanimo, avveduto, politico nel maneggio degli affari dell’impero; onde gli riusci di tenersi amici, od almeno di non inimicarsi molti sovrani d’Europa, i quali, avvegnacchè vedessero di mal occhio le sue vittorie e l’ingrandimento della sua potenza, però lo soffrivano in pace, il genio, o piuttosto la passione in lui dominante era la gloria militare: valoroso e prode nelle battaglie, fermo e costante nelle prese deliberazioni, sofferente ed intrepido nelle disavventure, seppe in ogni