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Pagina:Bertolotti - Il ritorno dalla Russia, 1857.djvu/119

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incontrarlo con sommissione, gareggiando con belle maniere di procurarselo amico.

L’avere dispoticamente detronizzati alcuni principi della Germania, ed altri ad essi sostituiti, nel momento in cui l’Alemagna era divisa in fazioni ed immersa neʼ torbidi, nemmeno questa è tanto grande impresa da compensare i mali che alla stessa Germania egli cagionò. Roderigo, che scriveva que’ fatti, scriveva per comando dell’imperatore. Il vescovo di Frisinga, storiografo dell’imperatore e suo nipote, venne cotretto a descrivere le sue imprese a suo favore, ad alienum pendere arbitrium. Nell’assedio di Tortona l’imperatore Federigo teneva le forche piantate a vista della città, e i prigionieri li faceva irremissibilmente impiccare; e quando prese Tortona, civitas excidio et flammis traditur, cosi Frisigense; e questo stesso autore ci riferisce per esteso un fatto atroce. Dice egli, che l’imperatore Federico volendo passare un distretto alla Chiusa, dove un monte del Veronese è imminente all’Adige, nel ritorno dalla Germania trovò il luogo occupato da molti armati che ne impedivano il passaggio. Tentò più volte invano di superarli; finalmente arrampicatisi a stento molti soldati imperiali dalla parte opposta del monte, giunsero a dominare quegli armati, batterli,