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lebre Verri, paragonarlo a nessuno de’ grandi uomini che sedettero sul trono, sia che lo si consideri per il talento militare, sia che lo si esamini come politico, sia finalmente che lo si riguardi come uomo dal canto dell’umanità, della fede e della sublimità de’ sentimenti: pongansi al confronto i due imperatori tedeschi Ottone e Federigo, e vedremo al paragone l’uomo grande, e l’usurpatore barbaro, finto, spergiuro. Non per tanto (si ripeta pure) da’ suoi scrittori parziali ci viene rappresentato come un eroe di compita virtù, e dai suoi stessi nemici, qual era Sire Saul, storico milanese e suo contemporaneo, che scrisse la storia della sua patria, viene lodato per uomo d’industria, sagacità, fortezza d’animo straordinaria.... Ma pur troppo la storia di tutti i tempi ci mostra, che un usurpatore, non per nascita illustre, ma per istraordinarie avventure salito fortunatamente ad eccelso grado, trova od obbliga chi magnifica ogni sua impresa; come pure trova un tale, da cui venire esaltato con lodi esagerate, il quale non ha altro merito se non quello è della nascita illustre o della ricchezza.
Federigo, negli ultimi anni di sua vita, fu poco fortunato nelle guerre; e fu in allora che si risolvette di restituire la pace alla