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Una sola cosa soltanto qui si vuole avvertire, non essersi cioè in nessun altro paese o città composte e pubblicate tante opere sopra le monete quanto in Milano, come lo dimostra la raccolta fattane in sei tomi dall’Argellati, ed altre molte opere sullo stesso soggetto stampatesi dappoi; e in nessun altro paese o città essere così di frequente sconvolto il sistema monetario, come in Milano, non ostante che frequenti e provvide disposizioni siensi ordinate dal Governo per rimediare agli introdotti inconvenienti. Dall’anno 1602 fino all’anno 1766, ottantotto gride sopra le monete ha noverate uscite in Milano il conte Gian Rinaldo Carli nel suo esimio trattato sopra le monete.
Per non ommettere cosa alcuna, che appartenga alla storia di cui qui si parla, bisogna anche aggiungere, che quando fu ridotta la città ad arbitrio e disposizione dell’imperatore, che si crede dal maggior numero degli scrittori tutti contemporanei e presenti al fatto essere arrivato nel 1462, ordinò Federigo Barbarossa che si dovesse al suo augusto cospetto presentare in Lodi dai Milanesi con maggiore solennità e con maggiore loro vergogna quella stessa umiliante scena rappresentata da essi nel 1158. I primi a comparire avanti al vincitore in