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Pagina:Bertolotti - Il ritorno dalla Russia, 1857.djvu/129

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del suo trionfo: l’accompagnò inoltre con un fastoso epigramma, il cui autore, per adulare finse con licenza poetica essere stato tolto agli sconfitti nemici, quando chè, secondo l’attestazione comune degli storici contemporanei, fu ritrovato questo sfasciato e guarnito, ed inservibile. Terminata la guerra si riponeva il Carroccio nella chiesa maggiore, come cosa sacra e veneranda; e così anche l’opinione religiosa contribuiva a far accorrere alla di lui preziosa custodia i combattenti. Il comandante rimaneva vicino al Carroccio o ivi lasciava almeno l’indizio del sito, a cui si volgeva per subito rinvenirlo, vicino al Carroccio si portavano i feriti, sicuri di trovare ivi ogni soccorso, lontani da ogni pericolo: dal Carroccio si diramavano gli ordini per mezzo di segnali con somma rapidità, quali i telegrafi moderni; che ivi si custodiva ciò che eravi di prezioso; e che gli occhi de’ combattenti di tempo in tempo rivolti a quel grande vessillo, conoscessero quali azioni ad essi comandava il generale, e quale fosse il luogo più importante d’ogni altro a custodirsi. Nella maniera di guerreggiare de’ tempi nostri rimarebbe inutile una tal macchina ben presto rovesciata dall’artiglieria. Durante la signoria del nostro arcivescovo Ottone si abbandonò l’usanza di condurre il Carroccio alla guerra.