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Pagina:Bertolotti - Il ritorno dalla Russia, 1857.djvu/16

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Si mesce la battaglia; accanita battaglia che sembra dover risolvere di tutta Europa le sorti. Terribile è lo scontro; il valore e la disperazione tengono per gran pezza incerto l’evento. Finalmente la perizia del supremo condottiere de’ Franchi ottiene la palma. Ma è debole vittoria, e non più, come per lo innanzi, foriera d’ampie conquiste e rovesciatrice di regni. È vittoria che produce un ingannevole tregua. Si sotterrano d’ambo le parti gli estinti. Un grido scorre per le schiere francesi che Enrico è di quel numero. Ferito da una palla, egli cadde nel fitto della battaglia sopra un poggio aspramente conteso, e nissuno de’ suoi compagni che cader lo videro, potè portargli soccorso, perchè infesto soppraggiunse il nemico ed occupò quell’altura; e quando ripigliato fu il poggio, tutto quanto ingombrato era di morti il terreno. Giunse a Charlis la dolorosa novella, ed il cadente genitore lo pianse. Enrico egli pianse con duolo ancora più amaro, chè non molti giorni prima eragli pervenuto l’annunzio che morte gli aveva rapito gli altri due suoi figliuoli, caduti nel difendere le mura di Tarragona contro il Leopardo Britanno. Misero padre! Egli si vedeva deserto di prole appunto allora che l’avanzata sua età più necessario gliene rendeva il conforto. Dere-