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Pagina:Bertolotti - Il ritorno dalla Russia, 1857.djvu/20

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CAPITOLO V.


       Scuoti, Imen, scuoti, Imen, l’aurea tua face;
       Chè, senza te, verace
       Piacer non havvi, ed il sepolero ingoia,
       Intero l’uom ch’ebbe tua legge a noia.

Dall’antico.


Guglielmo, uom saggio, il quale mentr’era di cospicua carica fornito in Parigi, steso avea sopra di Adolfo favorevole l’ombra del suo patrocinio, come cangiato fu il potere, dalla sua carica si licenziò. Di vasti poderi lungo la Marna egli fece l’acquisto; e pose stanza in la Fartè, per menarvi in dignitoso ozio i giorni sotto quel cielo felice. Un anno oltre il cinquantesimo egli ha trapassato, ma la salute regna nelle sue membra robuste. L’uso del comando ha impresso di maestà le sue regolari sembianze. Natura diede a Guglielmo un indole egregia, ed egli migliorò ne’ penetrati di Sofia questo dono, cui niun’arte o studio può compartire ove lo neghi natura. Nella calma dei sensi porre il bene supremo, nè dal sentiero di virtù discostarsi giammai, tali erano le norme ch’egli s’era prefisse; e la sua anima, serena come il cielo nel settembre, era sempre aperta a tranquilla giocondità. Guglielmo, in breve,