per beni ed aspetto e cuore e colta mente ed aggraziate maniere, era tale ch’ogni donzella, non preoccupata da amore, si sarebbe creduta beata di conseguirlo a marito. Più volte egli portossi a ritrovare Adolfo in Charlis, ed ammirò i giovanili vezzi di Adele, e ne udì la voce, dolce come il sospiro di lene auretta nelle placide sere d’estate; indizio quasi sempre certo di un animo ben fatto e gentile. Egli la senti toccare le corde del clavicembalo con nivea mano che sui tasti volava, ed ai suoni accordare soave il canto della flebil romanza. La vide egli con pietose cure sopire gli affanni del padre travagliato dalla sorte nemica, e savia reggere i domestici offici coll’ordine che le sostanze raddoppia, e, mercè di lei, tutta ridere di decente splendore la casa. Per condurre nella pace e nella letizia i suoi anni, che cosa manca a Guglielmo? Una sposa fedele che adorni i lari delle sue grazie, che attenda al governo della famiglia, che padre fortunato lo renda di vaga e desiderata progenie, onde al tramontare della vita egli abbia chi con tenera mano gli chiuda gli occhi, chi gli orni la tomba di fiori e la cosperga di pianto. E quale sposa egli può rinvenire più preziosa di Adele? Accoppiandosi a lei, egli sarà appieno felice, perchè