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CAPITOLO IX.
Ida, ove corri? Di Windsor le amene
Ombre tradir la troppo incauta Argene.
Quell’ombre ah tu paventa,
Ed Argene rammenta.
Dall’inglese.
Sorse il novello di Fornita la colezione, abbondante di cibi, come in Francia è il costume, tornò Guglielmo al suo nuovo podere, dove il chiamavano le campestri faccende. Poichè il forte suo spirito, avvezzo al lavoro, erasi allora rivolto alla bell’arte che canto l’Alemanni,
dove infiora
Lari e Dureuza le campagne intorno.
Nè doveva egli, secondo l’usato, ritornare che a sera. Ma innanzi di partire, la dolce sposa egli avea teneramente stretta al seno, e confortata colle più affettuose parole. Perocchè, veggendola pallida e disfatta, egli credea che l’emicrania la tribolasse, nè sospettava pure che in mezzo al cuore le si celasse la cruda ferita.
Partito Guglielmo, ella mosse verso il bosco de’ tigli il bel piede. Ma le tremavano le membra, ed affannosi le uscivano i so-