spiri del petto, e vacillante la rendeva un’interna voce che a lei gridava: “O Adele, ti arresta! Sconsigliata, che a fare li accingi? Esenti da rimprovero scorsero i tuoi giorni finora, e vuoi adesso in un punto la purezza della tua vita offuscare? Sposa amata e madre felice, a colpevole congresso ti rendi: sola coll’antico tuo amante ten vai! E vero che in te non è pensiere che casto non sia, ed Enrico è si riverente amatore, ed il solo tuo scopo è di troncare quei cari nodi per sempre; ma scevro di colpa non è però l’andare tuo stesso. Tu infinita ora sei col tuo marito. Tu a lui dovevi svelare ogni cosa ed invocarne il consiglio. E s’egli ti sorprendesse nel momento che a’ tuoi piedi sarà Eurico, ebbro di amore, sparso di lagrime, e chiedente a te mercede, a te che l’ami tuttora sì forte? Ahi spaventevole immagine! Tutta per sempre saria svanita la dolcezza del viver tuo; poichè, quantunque innocente, appariresti a lui pure infedele, od almeno il rio sospetto farebbe strazio del suo nobile cuore. Hai tempo ancora, fa senio; riedi alle tue stanze, e manda una lettera ad Enrico, nella quale, per quanto gli fosti cara un giorno, lo scongiura a non voler guastar la tua pace, e che lungi da’ tuoi occhi vada a condurre i giorni, che fortunati gli pre-