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ghi, ed abbia in rispetto i tuoi santi legami, e l’augusto titolo di madre che porti.”
Così le favellava di dentro la voce della virtù. Ma il piede, benchè con orme incerte e rade, pure proseguiva l’andare, finchè nel bosco ella fu pervenuta, mal simile a donna viva; tanto era il pallore che le sedeva nel volto. Enrico ivi non era. Ella si rallegra che scampata di tal guisa è al periglio, senza tradire la data parola. Ma ben tosto un diverso affetto impetuoso entra nel suo cuore, ed ella si duole che il si fedele amante tanto prestamente abbia potuto porla in oblio, e tenere in non cale la dolcezze di un abboccamento con lei, quantunque esser dovesse l’estremo. Cosi fervido egli mostravasi ieri, ed oggi trascura perfino di rivedermi? E l’orgoglio, trafitto dalla mancanza di Enrico, già nel suo cuore riporta vittoria sopra il dovere tradito: tanto può nel cuore di donna l’orgoglio!