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CAPITOLO X.
Cadea del Tago in riva
Il cavalier dalla purpurea rosa,
E nel sanario, ella d’amor languiva
La Lusitana vergine pietosa.
Dal portoghese.
E già si disponeva Adele a ricalcare i segnati vestigi, quando ecco, ratto qual baleno, slanciarsi tra gli alberi e gittarsi alle sue ginocchia il giovane amato ed amante. Un tremito le invase le membra, al rivedere quel volto desiato, e dimenticò che sposa e madre ella era, per ritornare l’innamorata Adele fanciulla. Sopra di un verde sedile si adagiarono entrambi, ed egli per disteso tutta le raccontò la sua istoria. Un colpo di scaglia l’avea rovesciato semivivo a terra nell’infuoriar della mischia. Quando riaperse i lumi al giorno e ricovrò gli spiriti, egli si trovò fra mezzo ai nemici, ferito e presso a morte, in un casale poco distante dal luogo della battaglia. La tregua che, dopo quella micidiale giornata, sedo l’ira dell’armi, propizia gli divenne e fu cagione del suo salvamento. Imperocchè il Sire de Russi, per quel casale passando, vide a sorte il giovine ufficiale nel lagrimevole stato, e misericordioso quale