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Pagina:Bertolotti - Il ritorno dalla Russia, 1857.djvu/40

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egli è per indole, ordinò che il proprio suo chirurgo medicasse l’infelice ferito. Con diligente perizia trattato egli venne, onde riebbesi: tanto almeno da sfuggire l’imminente morte, e potere senza grave pericolo, compiere la lunga strada che lo divideva dal sito ove prigioniero dovea dimorare. Sino all’estremo lido della Volga ei fu mandato, là dove Astracan mira le commiste foggie di tanti popoli strani, e raccoglie i mercatanti dell’Asia e dell’Europa alle rinomate sue fiere. Ed appunto un antico mercatante, natio del paese di Oremburgo, conosciuto ivi Enrico, cortesemente in sua casa lo accolse. Ma dell’aspro e lungo viaggio fatto su carri, incrudelita al giovane prigioniero la mal rammarginata piaga, nuovamente si aperse, e fieramente lo tornò a tribolare. Dopo qualche tempo, il mercatante, disbrigati i suoi negozi, deliberò di riedere a Krasno, suo natale villaggio e sua dimora novella. Venuto egli era in Astracan per isciogliersi interamente dagli affari, e cessare dal traffico, determinato qual era a passare nella tranqillità l’avanzo di una vita laboriosace prosperata dalla fortuna. Speranski avea non ei costui, ed affezionato erasi ad Enrico come ad un figlio, nel corso de’ tre mesi che in casa l’avea tenuto. Ora, dovendo partire, gli pro-