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Pagina:Bertolotti - Il ritorno dalla Russia, 1857.djvu/44

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ed era così ingenua e di semplicità tanto candida, che mi vinse il cuore compassione di lei, quando alla fine conobbi che ella mi amava quanto mai possa amare inesperta fanciulla, ed io non potea contraccambiarla di amore. Non già ch’ella non meritasse d’essere amata e con ogni trasporto, ma il mio cuore mio più non era, e tu ben lo sai. Donato egli era a chi non ha nè mai ebbe la pari, alla celeste mia Adele, ad Adele ch’io amai sull’aurora de’ miei giorni, e ch’io amerò sul tramonto. Appena io posi discorso di partire, che tutta turbossi l’innamorata donzella, e ardentemente mi prego d’indugiare, prendo il suo desiderio col pietoso pretesto ch’io non era per anco si rassodato in salute da sostenere il disagevole viaggio. Ed al pregare della figlia si aggiunse con sì amichevoli parole il buon padre, che costretto fui a trattenermi ancora con loro. Di tal modo passarono sei altri mesi, nei quali io feci ogni prova per guarire quell’anima piagata di amore, imperciocchè ad accoglienze sì ospitali ed oneste mi parea di rendere guiderdone ben tristo col lasciare trafitta nel cuore una fanciulla chiera l’unica gioia del padre, una fanciulla cosi leggiadra e pietosa. Ma vani riuscirono i miei sforzi, ed ella più sempre languiva. Laonde avvisai che la sola