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CAPITOLO XII.
Piangi, Araminta, e veggati
Sempre di pianto molle
Di Richmond il bel colle.
Tutto ad Alfredo tu donasti il core,
E per Fiorilla Alfredo arde d’amore.
Dall’inglese.
«Io ritornai. Il padre se ne mostrò lieto oltremodo, e trattomi in disparte, così mi prese ragionare: Io ho una figlia, unica figlia, che più di me stesso mi è cara. Ella si consuma di amore per te. Genni è giovine, ella è bella, ed ha il cuore sincero. Sia Genni la tua sposa, ed in Francia con te la conduci. Troppo vecchio son io per accompagnarvi nel viaggio. Solo io qui rimarommi e deserto, ma scenderò contento nel sepolcro de’ miei antenati, se saprò, che la mia Genni vive felice, quantunque da me lontana ella viva. Io sperava, egli è vero, che Genni dovesse confortare il mio estremo passaggio, e chiudere le stanche mie luci. Ma lo contendono amore e il destino e quel desio che giusto in te allignasi di ritornare alla contrada ove hai sortito la culla. Sii sposo di Genni, e con fedele amore tu l’ama. Ella n’è ben degna, chè una più bell’anima non ha mai creato natura. Io le assegno in dote