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Pagina:Bertolotti - Il ritorno dalla Russia, 1857.djvu/48

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i ricchi fondi che ho nei banchi di Astracan e di Mosca. Eccone qui stesa la scritta; essi montano a cinquecento mila rubli in oro sonante. A sufficienza mi avanza di beni pel breve tempo che debbo ancora vivere su questa terra.”

“E piangeva il buon vecchio mentre così favellava, e teneramente qual suo figliuolo mi stringeva egli al petto. Ed io pure piangeva, nè ardito avrei di contristare con un rifiuto la sua venerata canizie, se la tua immagine, o Adele, non sorgeva in quel punto a frenare la mia pietà. — Speranski, io dissi, oh quanto debbo mai apparirti ingrato! Tu mi raccogliesti oppresso dalla fortuna; tu mi salvasti i giorni; tu mi colmasti di beneficii, un padre non avrebbe fatto tanto pel suo medesimo sangue. Ed io, ahi mia trista ventura! io accesi il cuore della tua figlia; sebbene, il giuro, involontario lo feci. L’innocente Genni è trasportata di amore per me, ella geme, ella delira. Ella ha perduto la dolce pace del cuore, ed io non posso fare per lei ciò ch’ella ha fatto per me, sanare la sua ferita. Oh padre mio! Oh mio benefattore benigno! Non creder, no, che un francese esser possa sì iniquo e sì ingrato. L’amore di tua figlia, che da principio io reputava pietà, io lo conobbi sin dal giorno!