che presi a parlar di partire. Da quel momento in poi io cercai per quanto in me era, di svellere dal suo petto il crudo strale che la martoriava; perocchè non poteva ella in me trovare ricambio di amore, benchè cotanto meritevole ella pure ne sia. Ma amore non segue altra legge che amore. Una vaga fanciulla del paese in cui nacqui, da gran tempo ha vincolato il mio affetto. Ella fu il primo ed ella sarà il mio estremo desio. Io le giurai fede, le giurai che al mio ritorno le avrei dato mano di sposo, ed ella al pari mi giurò che non sarebbe mai stata d’altri che mia.” (E qui interrompendo con un sospiro la flebile storia. — Ahi, così adunque hai tu mantenuto, o Adele, il tuo giuramento? — Poi ripigliò) “Padre, vuoi tu che io rompa i sacri patti, e che offra alla tua figlia un cuore che non è suo, che non può esser più suo? Che io le presenti una mano che ho già donata ad un’altra? — Figlio! sclamò il buon vecchio; che con tal nome io voglio tuttavia chiamarti, benchè non possa acquistarne il diritto con quel dolce nodo ch’io tanto desiderava. Io rispetto i tuoi giuramenti. So che per un francese è sacra cosa l’onore. Ma deh! abbi in riguardo il dolore
della mia figlia. Non palesarle si tosto la trista
verità. L’infelice ne morrebbe di affanno.