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Pagina:Bertolotti - Il ritorno dalla Russia, 1857.djvu/55

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vergini eterne, ed al caro fianco della mia madre che perdei nelle fasce. Ahi diletta madre, perchè si tosto hai abbandonato la tua figlia nella valle delle afflizioni? Se tu m’eri scorta nel cammino della vita, ora, ahi me lassa! non piangerei la mia giovinezza spenta sul suo primo fiorire, senza che una sola gioia di amore ne allegrasse il fuggitivo passaggio. Enrico! io ti perdono. È vero che a morte io discendo per te; ma tu fosti ad un’altra, quello che a me ti avrei voluto, fedele. Io lascio a te tutte le mie gemme. Recale in Francia, e donale ad Adele, falta tua sposa, e qualche volta nel vederle a fregiare qual seno a le caro, rammenta l’infelice fanciulla di Russia, che anco nel silenzio del sepolcro, in cui la precipitasti, sarà costretta ad amarti. Ed un altro dono io pure ti lascio; e chieggo, od almeno spero, che più caro ancora ti fia, ed è questa treccia che per te de’miei capelli or recido. Deh tu la serba.... la serba, o Enrico; come gentile memoria di una giovinetta che per troppo amarti è perita. —”

“Il turbamento in cui quel flebile parlare gitto gli spiriti dell’infelice, così fieramente la oppresse, che senza voce e senza moto ella rimase. Genuflesso alla sponda del letto di Genni, io le innondava la mano di