salutavano la purpurea ora del giorno cadente. Sparso di dorate nuvolette rideva il cielo, ricoperta di novello amanto rideva intorno la terra. Ahi scena ben diversa dalla presente! Ora le cadute foglie fanno ingombro al torrente, un freddo aere soffia a traverso de’ tigli che han perduto l’onor delle chiome. Il cielo si copre di tetre nubi, ed una lugubre voce che esce dal seno della moribonda natura, annunzia che il tristo inverno col ferale corteggio della neve e dei ghiacci già scende ad avviluppare nel lutto le cose, anticipata immagine della distruzione. E ben diversa per noi, o Adele, fa l’ora dell’addio e quella del ritorno. Allora tu piena di amorosi desiri, con quella bocca che come allora, ride tuttora celeste, mi giuravi intemerata fede, amore perpetuo. Io stringeva la tua mano nella mia, e rispondeva che avrei saputo provarti il mio amore coll’essere il primo ad affrontare i perigli dell’armi onde riedere degno amante di Adele; sì, che al vederti mia sposa al mio fianco, battesse per la gioia il cuore ai vecchi padri, e ne sentisse invidia ogni vicina donzella, ed il passeggiero, mirando te sì vezzosa congiunta a me fregiato delle insegne de’ prodi esclamasse: oh ben assortita coppia! Il sorriso della bellezza è premio