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Pagina:Bertolotti - Il ritorno dalla Russia, 1857.djvu/63

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e di sì piacevol costume, che un solo momento non ebbi a dolermi de’ nuovi legami. Finalmente io divenni madre, ed il materno amore s’impadroni d’ogni mio pensiero. Sì, dolce Enrico, tutto il mio cuore io ti svelo. Figlia, consorte, madre, amante ed amata, tranne un lontano rammarico di te, io forse avrei vissuto in cara pace le ore, se tu non ritornavia porre i miei affetti in tempesta.”

“Dunque io non ritorno che per farti infelice? rispose Enrico con voce turbata, Ah perchè non mi stese morto al suolo il colpo ricevuto in battaglia! Quale iniqua stella splendeva adunque al mio nascere? Una fanciulla mi adora, io non so amarla ella ne muore di angoscia. Un’altra io ne amo; fedele mi serbo a lei nel campo e nell’esiglio, l’immagine di lei mi segue in mezzo alle lance, ai deserti. Io ritorno a lei, e non ritorno, ahi lasso! che per farle vuotare il calice dell’amarezza. Oh Enrico, quanto la tua sorte è mai dura!”

Poscia affettuosamente raddolcendola voce, ma perchè, soggiunse, perchè vuoi tu Adele ora trovar dolore, ove soltanto dovresti trovare letizia, se fosse vero che tu ancora mi amassi? Lascia a me le querele, a te rimanga la gioia. Figlia, consorte, madre, amante ed amata, vivi al piacere, io debbo vivere al