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se il mio amore ti è caro, non rimanere nel giardino sì tardi, ora che l’autunno già piega al suo fine e da freddo vento scende accompagnata la sera. Mirati nello specchio. Sembri un’ombra che dall’Eliso ritorni. Or via scaldati alla fiamma che vivace scintilla poi ne andremo al pranzo, chè il desco già imbandito ne aspetta. Uno stuolo di amici, al portar delle frutta, dee venire a bere lo spumoso Sciampagna con noi. È questo il giorno, non tel rammenti, o mia Adele? che il quint’anno or volge, io ti condussi, oh grata memoria! mia desiata sposa all’altare.”
E ciò detto, tre volte e quattro la baciò in volto, e tale gli rilucea negli occhi irreprensibile coniugale affetto, che più spaventevole corse alla mente di Adele l’idea del trapassato periglio, e più si sentì lieta di non aver offeso le sante leggi di onore.
A mensa e’ sederono, e sino a tarda ora si prolungo il banchetto pel sopravvenir degli amici, e per l’allegrante vino che destava in giro i convivali motti festivi e le gioiose canzoni della vendemma.