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Pagina:Bertolotti - Il ritorno dalla Russia, 1857.djvu/90

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fortificazioni, il primo più ristretto, che rinchiudeva la vecchia città fabbricata fino dal principio del IV secolo da Massimiliano Augusto; l’altro più ampio che tutti i sobborghi comprendeva, accresciuti successivamente allo intorno di essa, e nel quale vennero aperte altrettante porte corrispondenti a quelle delle antiche mura, chiamate in quei tempi Porte del Fossato.

Molte chiese delle più antiche ed insigni, le quali erano rimaste fuori della città fino dal 1156, col nuovo più ampio giro vi furono rinchiuse, e queste erano le due basiliche di S. Nazaro e di S. Stefano, denominate ambedue in brolio, una porzione del quale brolio o brolo venne similmente incorporato nella città per formare il fossato, cioè la basilica di S. Lorenzo, che venne a riuscire presso alla Porta Ticinese; quella di S. Ambrogio colle altre vicine chiese di S. Naborre, di S. Valeria e di S. Vitale, dentro la porta Vercellina; quella di S. Babila, detta anche ad concilium Sanctorum, dentro la porta Orientale; e finalmente, per lasciare altre meno celebri, la chiesa di S. Eufemia dentro la Pusterla, che il nome portava della stessa santa, cui si deve aggiungere la chiesa di S. Pietro in campo Lodigiano, che si trovava nel recinto della pusterla di S. Lorenzo.