Pagina:Bettinelli - Opere edite e inedite, Tomo 4, 1799.djvu/173

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Grecia. 169

greche. V’ha chi pretende esser le arti passate dall’etruria in grecia, ma come provarlo in tempi sì tenebrosi? Forse presero i greci alcuna cosa dal popolo ebreo, ma come questo non fu destinato ad esemplare delle arti e delle lettere umane, ma ad oggetti più venerandi, così tutta rimane ai greci la gloria nel resto. Degli ebrei e del loro entusiasmo dirassi in un trattato a parte sopra la poesia scritturale. Or come mai la gloria de’greci è quella del genere umano dell1 ingegno, dell’ ardir, de’ talenti ? Come in quell’ angolo sol della terra parve raccogliersi tutto il bello, ed il grande delia nostra natura sin da principio ? Come mai le Ior tradizioni ancor favolose son tanto degne della storia dell’uomo, e ridondanti d’occulta verità filosofica ?

Prometeo forma P uomo, e prende il fuoco dui sole per animarlo. Lino inventa la lira, ed insegna ad Orfeo con essa in lirici versi da lui trovati. Orfeo dell’esametro è l’inventore, aggiugne corde alla cererà de!

maestro, rinforza la melodia, e forse ancor l’armonia, divien padre e signore di popoli man-