Pagina:Bettinelli - Opere edite e inedite, Tomo 4, 1799.djvu/183

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Grecia. 179


6R.££IAii’fa lingua sono assai noti, e certamente alcun# ancor non trovai, che l’una, e l’altra sapendo, di lunga mano non preferisse la greca, per quanto da noi possono sapersi ( i ).

Or chi dopo ciò non conosce quanto per ogni titolo fu privilegiata la grecia tra tutti le (i) Dopo rutto questo chi può quistionare sul gusto delle bell’arti, perchè varia in alcuni secoli, e negli uomini diversamente organizzati ? La pluralità de’ voti, cioè de’ tempi e delle nazioni non dee far leg^e nella repubblica letteraria ? E questa jjluralita non è ella in favor de’ greci ? Non è più tempo di ribellare, e far tumulto germanico, galj lico, ovver britannico incontro a’ legittimi legislatori de’piacer deli’ingegno, a’maestr!

dell’arti amabili, agl’ inventori ed esemplari in ogni genere del bello. Le più belle torme, proporzioni, accordi armonici rra il tutto, e le parti sono riconosciuti nelle greche scolture, ed architetture da ogni colta nazione, e per quanto alcuni abbian tentato di trovarne altri più grati all’occhio, e all’ingegno, di dar nuove regole, e nuove misure, ornai siam convinti, che alterarono, e corruppero il vero bello, c che l’opere greche sono i soli precetti da seguirsi perchè i soli esempli da imitarsi in ogni scuola per non -errare „ /