Pagina:Bettinelli - Opere edite e inedite, Tomo 4, 1799.djvu/194

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190 Grecia.

ipo(5R£CSA* dopo. Or essi, or i papi sono gli AnflfionJ generali contro gli esteri, detti barbari. Ces* sano poco a poco gli scismi, e l’anarchia colla libertà per ¡stanchezza, ed amore dl novità, e di riposo (i).

g. ( 2 ) Dante e Citmbue, Boccaccio e Giotto, Petrarca sopra tutti. Scoperte di codici; invenzione della stampa; venuta de$ greci; Medici di Toscana, Veneziani, Sforzeschi, Gonzaghi, Estensi ec. Eugenio IV.

Nicolò V.,^e Paolo II. principali promotori.

4. Passan di Grecia in Italia le scienze coi libri, e i dotti, spargonsi per Europa. Viag* gj d’Italiani per tutto a scoprir opere antiche (3).

5. Tut(1) Il Filippo d’Italia esser potea Gio. Galeazzo Visconti, ma la morte gli tolse la co-.

rona d’Italia a lui destinata, e non ebbe Alessandro, che gli succedesse.

(2) Post punica bella quietus quiererc Ctepit. j Quid Sofoclei, & Tbespis, <iv Aeschilus utile ferrcnt,,, può dirsi d’allora. E’ vero, che Dante, Giotto, e Cimabue non furono sì eccellenti; ma la Grecia non meno avrà cominciato con qualche rozzezza, sinché venne il secolo d’oro.

(j) U concilio di Co$ia.iza, e il fiorentino