Pagina:Bettinelli - Opere edite e inedite, Tomo 4, 1799.djvu/207

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Governi. 203

ciò nel secolo dè’ loro genj, e noi perdemmo in quello de’ nostri i traffici asiatici, e indiani, noi fummo aiicr più soggetti, noi decademmo d’ autorità presso tutta 1* Europa; e allor tutto fiorì, s’inventò, si perfezionò rra noi, massimamente ne’due climi piti ameni. Allora i veneziani aveano voteti i tesori per la lega di Cambrai, si esaurivano nel fortificarsi contro i venturi pericoli è per terra, e per mare ( i ). Roma allora fu saccheggiata così, che non giunse a cotanta desolazione giammai, oltre lo smembramento di tanti scismi della Germania, del Settentrione, dell’Inghilterra. La Toscana ancor dibattevasi tra il furor popolare, e la do(i) E’ maraviglia il veder quali, e quanti resori profondesse Venezia da! 1520. fin verso il 1540. nelle più belle, e più operose fortificazioni di rutta quasi la terraferma, :enza parlare dell’ isole. Basta un’ occhiata in ciò, che sussisre in Padova spezialmente, e in Verona, ove si riconoscono le più ingegnose invenzioni, e le più magnifiche imprese di quell’archittetura, che altri popoli molto più tardi attribuirono a se. Basti vederne la Verona illustrata.