Pagina:Bettinelli - Opere edite e inedite, Tomo 4, 1799.djvu/221

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Classi. 217

Ma non v’ha un mezzo tra questa amabile incantatrice e la severa, e tiranna filosofia? Sì, che v’ha de’momenti felici.d’un equilibrio per organi ben disposti, per anime libere, e disimpacciate, benché rari, e volanti. Or chi potesse moltiplicarli con educazione attenta di se medesimo, e d’altri combinando a ciò le più favorevoli circostanze, e le nimiche allontanandone; allora troverebbesi quel gran vero, e da quel cupo fondo uscirebbe, che si dice occultarlo, e che è quello appunto, di cui cerchiamo, L’emicranie, le febbri, le convulsioni, una moglie, de’figli, uu’.impiego, le domestiche aziende, le disgrazie, e le fortune, i vizj, e le virtù, i pregiudizi, i partili, e le passioni, infin la vita dei molti, ecco il caos, in di’ ella si perde h verità. Ma dunque una vita fuor dello strepito, più sgombra d’affari, e d’inquietudini, congiunta con fatica tentiamo innalzare. Anche i grandi uomini, per voler troppo essere ingegnosi, divengon piccoli assai. Vedi Reflcxion sur la Poesie de a’ Alembert.