Pagina:Bettinelli - Opere edite e inedite, Tomo 4, 1799.djvu/224

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con la forza de’lor ralenti traggono a sì. ì guidano gli altri pe’Ior sentieri. Ma conia sperarlo in mezzo a un popolo di maestri, che tutti mettono il cartello del buon gusto, dell’ottima educazione, del vero metodo, ed aprono scuole in ogni angolo, e cercano ad ogni patto discepoli, e vendono le arti e le lettere per le piazze e su i palchi quai ciurmadori ? Ove trovare i Polibj, ed i Bossueti, che mostrino e facciali sentire il vero e l’illustre anche nella vita studiosa? Questi sdegnano un tale uffizio venuto a vile, e i lor vece sottentrano gl’impostori, o gl’inerti..

Altri parlano d’altra educazione dell’entusiasmo. La musica e il canto ne sono eccitatori. Il vino è il più decantato da’ vati, sicchè Orazio in quell’ode sovraccitata parla dell’estro sotto il nome di Bacco. Oggi a questo s’accoppia quella bevanda straniera, che fa, come esso, gli spiriti pronti, il san-» gue animoso, lo stomaco cheto e disposto, e per lui sereno il celabro e sgombro. Certo gli organi buoni, e sani, gli umori equabi1; e discorrenti, i sensi concordi, e nessun prepotente» tutta in somma l’animai parte ve-