Pagina:Bettinelli - Opere edite e inedite, Tomo 4, 1799.djvu/239

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Abusi. 235

che per virtù, e moderazione degni in vero d’ogni immortalità.

Finiam coll’abuso di poesia più proprio dell’ argomento, e forse per confusione di ihi lo ha trattato sinora in questa operetta.

Bisogna lasciar respirare il lettore, e dargli riposo per dargli maggior piacere. Lo spargere per furto la forza, e il caldo dell’ennisiasmo stanca, annoia, affatica, e troppo b necessario, dice Tullio dell’oratore, dar posa al piacere, e all’ ammirazione degli ascoltanti, come i pittori hanno r.e’quadri i loro intervalli d’ombre, e di luce, per dar più risalto alle parti, e figure illuminate, il che prova con l’esempio di Pvoscio altrove da noi citato (i). Colla quale lussuria i poeti accoppiano troppe? spesso ancor quella di non saziarsi mai di far versi, e d’abusare cosi dell’entusiasmo, come se non dovesse (i) Cosi dice T1111io: Sed habeat tarnen illa dicenrlo admiratio, ac summa laus umbrurn aliquant, & recessum, qua mngis id qitnd erat illutninatum extare, atque eminen -jideatur. De Oratore 1. 1.