Pagina:Bettinelli - Opere edite e inedite, Tomo 4, 1799.djvu/263

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Note. 259

si veggono essere fra coloro, che d’alcuna cosa importante sono a stretto ragionamento.

E da quelle di lui agevolmente comprendeva coll’intelletto l’altre, che gli venivano risposte, quantunque per l’orecchio non l’intLiidessi, cd erano questi ragionamenti così grandi e maravigiiosi per le altissime cose in esìi contenute, e per un certo modo non usato di favellare, che io rimaso da nuovo stupore sopra me stesso innalzato, non ardiva interrompergli, nè addomandare Torquato dello spirito, ch’egli additato mi aveva, ed 10 non vedeva. In questo modo as:oitando io mezzo tra stupefatto, ed invaghito, buona pezza quasi senza accorgermene dimorammo; alla fin della quale partendo lo spirito, come intesi dalle parole di Torquato, egli a me rivolto: saranno oggimai, disse, sgombrati i dubbi della mente tua. Ed io: anzi ne sono di nuovo più che mai dubbioso, perciocché molte cose ho udite degne di maraviglia, e niuna veduta n’ho di quelle, che per farmi da mie: dubbi cavare, mi prometteste di mostrarmi. Ed egli sorridendo soggiunse!

assai più veduto, ed udito hai di quello, che