Pagina:Bettinelli - Opere edite e inedite, Tomo 4, 1799.djvu/287

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Note. 283

tote, poeta, pittore, e musico, ed oratore, ella sta nelle immagini, e ne’pensieri. E qui tornasi senza volerlo all’elevazione, ed all;t visione, che son gli arsenali dell’invenzione, e della novità. Le sublimi ed inesauste ricchezze della natura studiata in grande, dei gran maestri Antichi, ecco dove troviam la grandezza dell’anima, e della immaginazione creatrice. Omero trovò colà quel suo scudo ammirabile, che Ovidio chiama il compendio dell’universo, e di cui fu sì degna copia quello jl’Enea, oltre a quel d’Èrcole in Esiodo. Ivi immaginò Virgilio la discesa all’inferno d’Enea, dalla qual trasse quel pellegrino pensiero della storia di Roma e d’Augusto, e l’abbellì poi nell’ottavo libro facendo segnare ad Evandro il sito di Roma e il Campidoglio. Dove, se non colà poteva Ovidio inventare quella sublime trasformazione d’ Atlante in una montagna ( 1 ), che fu C ’ ) Quant us erat vions fatfus Atlas, nani barba, com/eque In silvas abetmt, juga sunt humerique, ■/¡rianusque. Metamorph, 1. 4.